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TRIUMPH INTERNATIONAL Rome SpA

Case History TRIUMPH INTERNATIONAL ROME SpA

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SETTORE MERCEOLOGICO: Underwear – Beachwear

PROBLEMA
Triumph International Rome Spa, già da anni nostro cliente, ci richiese lo studio di una macchina nastratrice per chiudere e nastrare sia scatole con fondo autoformante (e con le 4 falde tipo americano nella parte superiore) sia di tipo con fondo e coperchio, le cosiddette scatole a “marmotta”.
Il cliente desiderava adottare una soluzione decisamente innovativa e particolare:
1) reggiare con 2 regge in PP le scatole a marmotta e poi depositare superiormente una striscia di carta gommata che unisse saldamente il coperchio della scatola al fondo, garantendo contemporaneamente ai due anelli di reggia di restare, sempre e con certezza assoluta, nella posizione in cui erano posti dalla reggiatrice
2) chiudere le 4 falde superiori delle scatole semi-americane e sigillarle con striscia di carta gommata.
I formati in lavorazione erano:
5 per le scatole a marmotta e 3 per le scatole “quasi americane” , come più sotto dettagliato.

DATI TRASMESSI:
Ci furono trasmessi i seguenti dati:
8 formati di scatola (3 di tipo americano e 5 di tipo fondo+coperchio) compresi nei seguenti limiti dimensionali:
– Larghezza: min. 290mm; max. 400mm
– Lunghezza: min. 395mm; max. 604mm
– Altezza: min. 84mm; max. 580mm
– Bordi dei coperchi in 3 altezze: 58mm, 150mm e 180mm.
– Potenzialità: 6-7 scatole/minuto;
– H piano rulli: 750mm +- 50mm

SOLUZIONE PROPOSTA:
In base a quanto richiestoci dal cliente, proponemmo una macchina nastratrice completamente automatica (autodimensionante e con chiusura delle 4 falde superiori), che in base alle informazioni contenute in appositi barcode letti dallo scanner posto in entrata alla nastratrice, riconoscesse se la scatola entrante fosse di tipo “americano”, perciò da chiudere e nastrare nella parte superiore, oppure di tipo “a marmotta” perciò da nastrare nella parte superiore con tratti verticali regolabili (in maniera automatica) da 80mm a 260mm, in modo da “unire” il fondo al coperchio. Dovendo poi gestire in linea anche alcune spedizioni particolari, sempre in base ad uno specifico codice a barre rilevato in ingresso alla nastratrice, la stessa funzionasse come solo “trasportatore”.

DEFINIZIONE LAVORAZIONE:
Da ciò si definì:
– Nastratura superiore: carta gommata normale con fili di rafforzamento larga 70mm;
– Altezza dei tratti verticali variabili, in base alla tipologia della scatola: da 80mm a 260mm;
– Auto-dimensionamento sul formato della scatola da chiudere e nastrare o solo da nastrare, con arrivo “random” alla nastratrice;
– Macchina completamente automatica con chiusura delle falde superiori e nastratura superiore;
Dopo una serie di progetti, offerte, valutazioni tecniche del cliente, ricevemmo l’ordine di fornitura.

SPECIFICHE TECNICHE:
Le soluzioni tecniche progettate ed adottate nella realizzazione della macchina, atte a soddisfare le esigenze suddette, sono state speciali ed innovative per una nastratrice:
1) movimentazione dell’unità di nastratura superiore e delle guide laterali di centratura e trasporto scatole assicurate da centralina oleodinamica con pressioni d’esercizio pari a 30-35 bar;
2) gestione rulli pressori mediante valvole a regolazione proporzionale della pressione, asservite da trasduttori elettronici di segnale;
3) pannello sinottico di comando/interfaccia con l’operatore;
4) scambio dati con sistema di gestione/movimentazione scatole del cliente e lettura del codice a barre posto sulle scatole con conseguente scelta automatica del ciclo di lavoro della nastratrice:
– per scatola americana: ricerca delle dimensioni dell’imballo con ripiegamento delle falde superiori e successiva nastratura superiore;
– per scatola marmotta: ricerca delle dimensioni dell’imballo, nastratura con tratti verticali anteriori e posteriori
– per solo trasporto: ricerca delle dimensioni ed avanzamento scatola.

EFFICACIA:
Nel maggio del 1999 la macchina ha iniziato il suo lavoro che sta tuttora proseguendo con piena soddisfazione del cliente (e soprattutto dell’ottimo e competente staff di manutentori), dopo circa 2.800.000 cicli di lavoro compiuti, utilizzando a tempo pieno la nastratrice.

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